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16° Anniversario – Intervista alla Presidente

Il momento “caldo” si avvicina. La data dell’8 ottobre incombe. Ogni anno si riapre un po’ la ferita. Ma forse è normale soffrire se si vuole ricordare con amore. Le tragedie, come suggerisce il termine, spaccano le nostre logiche quotidiane. Non ci consentono di trovare scuse plausibili, almeno all’apparenza, e ci dilaniano mente e anima. La vita però continua a scorrere, coi suoi ritmi e le sue richieste. La forza per superare questi momenti si trova nell’unione, nella condivisione e nella bellezza dei momenti in cui il ricordo torna vivo come un fuoco ardente. Abbiamo voluto incontrare il presidente del Comitato 8 ottobre, Adele Scarani Pesapane, per fare due chiacchiere e capire come ci si prepara al 16esimo anniversario…

-Ci avviciniamo al 16esimo anniversario. Nella vita il tempo aiuta a guarire le ferite, ma a volte allontana anche la capacità di ricordare. Cosa e come fate voi del Comitato a lasciare viva la memoria di questa tragedia?

A distanza di anni è vero che la memoria allontana i ricordi. Tutto appare più…appannato e velato…Ma certe tragedie segnano talmente tanto che le cicatrici rimangono a testimonianza del dolore vissuto. E’ importante mantenere viva la memoria non certo per riaprire le ferite, ma perchè quel che è successo serva da monito ai posteri per impedire altri 8 ottobre. E noi continuiamo a mantenerci in contatto, a rivederci di tanto in tanto per ricordare. Come? Abbiamo ancora cerimonie di intitolazione a vie, piazze e giardini alla memoria. E l’impegno che ci eravamo proposti subito dopo la tragedia, e cioè fare in modo che non succedano più cose simili, è stato mantenuto. Lentamente ma fermamente abbiamo costruito un gruppo di lavoro, supportati da tecnici ed esperti in materia, che ci ha permesso di organizzare tavole rotonde, convegni, dibattiti volti tutti a migliorare la sicurezza aerea.

-Istituzioni e personalità hanno sempre dimostrato negli anni di esservi vicino e darvi supporto. Segno che il vostro impegno è fatto di cuore ed emozione, senza ovviamente secondi fini (come a volte purtroppo accade)…
Importantissimo nel corso del tempo il supporto che non è mai mancato dalle Istituzioni.
A volte nemmeno richiesto, ma gesto spontaneo di aiuto a realizzare progetti. E noi lavoriamo senza sosta, gratuitamente, accollandoci ore e ore di impegno, ma sereni perchè il nostro scopo, quello che ci detta il cuore, è rendere giustizia ai nostri Cari.

-Il rapporto con le famiglie delle vittime in questi anni che cosa vi ha lasciato?
Si è creato da subito un bellissimo rapporto con i familiari.
Vivere le stesse emozioni e condividere lo stesso dolore rende più lieve il vissuto di ciascuno di noi.
Sono nate amicizie, grandi amicizie e a tutt oggi dividiamo anche momenti sereni e oserei dire condivisioni di momenti di felicità L’affetto particolare che è nato facendoci incontrare è diventato una roccia. Ci fa capire che la mano dell’amico è sempre pronta a sorreggerci nel bisogno.

-Dopo 16 anni in termini di sicurezza aerea è soddisfatta di quello che è stato fatto? Dove si potrebbe intervenire e migliorare ulteriormente?

Dopo 16 anni mi ritengo molto soddisfatta per tutto il lavoro che è stato fatto in termini di sicurezza aerea. Ma non ci fermiamo. Ogni giorno ci rendiamo conto che ogni traguardo raggiunto è solo il punto di partenza per un nuovo obiettivo da raggiungere. La sicurezza negli aeroporti è migliorata, ma bisogna ancora molto studiare, proporre, pensare per migliorare ulteriormente. Del resto il mondo dell’aviazione è in continua evoluzione (come tutto del resto) e dobbiamo adattarci e seguire questi cambiamenti per intervenire preparati. Il nostro supporto non è solo tecnico, ma anche rivolto all’assistenza psicologica ai familiari che potrebbero trovarsi in situazione analoga alla nostra.

Luca Gregorio