I discorsi del 17° anniversario

DOMENICA 7 OTTOBRE
Concerto di commemorazione al “ Teatro alla Scala”

Buonasera a tutti e grazie per la vostra presenza sempre così numerosa e calorosa.

Innanzitutto ringrazio l’Amministrazione Comunale, il teatro alla Scala, la Sea, e con loro tutte le Istituzioni che anche questa sera ci manifestano il loro appoggio e la loro vicinanza.

Un grazie speciale va alla nostra cara e sempre presente Vicesindaco Anna Scavuzzo.
Un affettuoso saluto anche al nostro amico Pasquale, unico sopravvissuto.

Siamo arrivati al 17° Anniversario e ancora una volta Milano ci accoglie nel Teatro alla Scala, luogo simbolo della città e dell’Italia nel mondo.

E’ questo un momento per rivedersi e condividere il Ricordo sulle note di musiche splendide che scaturiscono soavi e struggenti. La musica è memoria, patrimonio di tutti, non può essere cancellata e dimenticata.

E anche così noi non dimentichiamo ciò che è stato perché non lo sia più.

Gli anni passano, ma la tenacia per promuovere una più solida cultura della sicurezza è sempre la nostra costante.

Ricordo che mi colpì un pensiero di Martin Luther King: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.

Noi abbiamo subito un immenso dolore, un dolore che poteva e doveva essere evitato, causato da errori, ritardi e imperizia. Ma non ci siamo limitati a subirlo.

Abbiamo preso l’impegno di trasformare il terribile ricordo non solo in un atto di commemorazione, ma in uno studio ed un lavoro che ha portato ad un cambiamento culturale e delle coscienze civili in tema di sicurezza. Con l’incessante lavoro del Comitato e della Fondazione, con il supporto dei nostri indispensabili amici della task force tecnica, continuiamo ad elaborare progetti e proposte .

L’aspetto psicologico e di assistenza ai familiari delle vittime e alla sicurezza del passeggero sono temi che abbiamo particolarmente a cuore.

Non può esistere la certezza che eventi avversi non accadano mai più, ma la volontà è quella di evitare che altre persone si trovino nella situazione caotica e drammatica che molti di noi hanno già dovuto sopportare.

In tal senso, la Circolare Gen.05 “Piano di assistenza alle vittime ed ai loro familiari in caso di incidente aereo” emanata dall’ENAC l’8 ottobre 2014, con l’importante contributo del Comitato e della Fondazione, vede ora una sua prima revisione, sempre con il nostro supporto, con l’intento di migliorare la risposta che il sistema può e deve fornire in tali drammatiche circostanze.

Il nuovo testo sarà presentato dall’Italia in ICAO a metà ottobre, durante uno specifico evento sul tema, a livello mondiale. Questo è motivo di orgoglio e stimolo a proseguire.

Il prossimo 25 ottobre all’Università degli studi di Milano stiamo organizzando un Convegno che vedrà la presenza di relatori di fama mondiale. Nel frattempo continuiamo il confronto con organizzazioni internazionali portando le nostre testimonianze e i nostri progetti. Siamo stati allo IASS a Dublino, partecipato a convegni a Verona, a Roma, e a molte conferenze sulle tematiche di Safety e Security.
Partecipiamo inoltre a numerose esercitazioni negli aeroporti, dove la nostra presenza è ritenuta importante.

Stiamo lavorando a un progetto a noi molto caro, e che è già avviato con soddisfazione. Si tratta di portare il concetto di sicurezza nelle scuole attraverso le nostre testimonianze e tenendo degli incontri con la collaborazione dei nostri esperti. Siamo convinti che un ragazzo che cresce con la coscienza civile e altruistica sarà un grande uomo e un ottimo cittadino.

E infine Il Premio Paolo Pettinaroli, dedicato al nostro indimenticabile Presidente fondatore, è giunto quest’anno alla sua terza edizione.

Le nostre ferite devono diventare fonte di crescita civile e morale.
Occorre l’impegno di tutti, sempre!

Il coraggio e la perseveranza risolvono le difficoltà ed eliminano gli ostacoli, per questo continueranno ad accompagnarci negli anni futuri, con la certezza che tutto ciò per cui lavoriamo e per cui non ci arrendiamo, lo facciamo per rendere giustizia ai nostri cari, e per lasciar un mondo migliore alle nuove generazioni.

Eravamo un granello di sabbia…siamo ora una roccia e le rocce sono difficili da spezzare.

E ora prepariamoci ad ascoltare dei veri e propri capolavori musicali magistralmente eseguiti dalla Filarmonica della Scala, diretti da un grande Maestro.

La musica raggiunga anche i nostri cuori, lenisca i pensieri più bui e ci doni la serenità che meritiamo.

Buon ascolto e grazie a tutti

 

LUNEDI 8 OTTOBRE
Santa Messa presso la Basilica di S. Ambrogio

Eccellenza, amici. A tutti, a ciascuno, il mio saluto ed il mio grazie.

Grazie a Sua Eccellenza, Mons. Napolioni, Vescovo di Cremona che ha officiato questa santa Messa, e a tutti i sacerdoti concelebranti, che ci hanno guidati nella liturgia in comunione con i nostri cari.

Grazie all’Amministrazione comunale, alla Sea e a tutte le Autorità civili, religiose e militari che ci sostengono in ogni anniversario.

Grazie al coro delle voci bianche de “La Verdi”, presente anche quest’anno, che, con i suoi canti, ha saputo condurci per vie misteriose, dove l’impalpabile prende forma e sussurra.

Ci dice S. Agostino, “I morti non sono degli assenti, ma degli invisibili, che tengono i loro occhi, pieni d’amore, fissi sui nostri, pieni di lacrime”.

Ogni anno ci ritroviamo uniti in preghiera nel giorno della commemorazione, in questa basilica, per noi, simbolo di questo giorno, il Giorno del Ricordo.

La basilica ci riunisce, ci accoglie, ci consola.

Raccoglie le nostre preghiere, le innalza, balsamo di un dolore presente, anche silente, che non ha fine. Ci unisce nel ricordo, ci rafforza nell’impegno civile, ci sostiene nella visione e nella speranza di un mondo migliore.

Raccoglie in un simbolico abbraccio i sempre numerosi familiari che almeno una volta all’anno si rivedono, si stringono la mano, si abbracciano con calore, in una stretta liberatoria e commossa.

Con noi, sempre, lo spirito del nostro indimenticabile Paolo, il cui esempio è guida preziosa.

E Pasquale Padovano, qui presente, che incarna la drammaticità di quel giorno.

Dammi il supremo coraggio dell’Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.

Dammi la suprema certezza nell’amore,
e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta.

Dammi la forza di amare
sempre e ad ogni costo”

E’ questa la preghiera di Tagore, che abbiamo fatta nostra.

17 anni…..un soffio…una eternità.

Uno scontro e una esplosione di fuoco hanno cambiato le vite di molte famiglie, di molte persone, in quella tragica mattina nebbiosa. Errori, ritardi, imperizia, le cause. Con caparbietà abbiamo deciso fin dall’inizio di render giustizia ai nostri cari.

Questo rendere giustizia si è trasformato lentamente in un lavoro incessante di impegno volto al cambiamento delle coscienze in tema di sicurezza.

E su questo tema sento di estendere la preghiera di noi tutti ad altre vittime di tragici incidenti. Senza voler dimenticare nessuno, cito i drammatici incidenti ferroviari degli ultimi anni, in tema di sicurezza ferroviaria, e la più recente tragedia del ponte di Genova, in tema di sicurezza autostradale. Preghiamo per le vittime ed esprimiamo la nostra più viva solidarietà ai loro parenti e vicinanza nel dramma immane che con loro condividiamo.

Il buon Dio ci ha dato la forza di risollevarci, di proseguire, di operare in tema di prevenzione, aiutati dai nostri sempre presenti e disponibili esperti.

Tutto ciò che facciamo, lo facciamo con amore e dedizione. E ogni anno ne raccogliamo i frutti con la consapevolezza e soddisfazione di avere intrapreso la via giusta.

Con particolare attenzione ci dedichiamo all’aspetto assistenziale che deve essere fornito alle persone nel caso di incidente aereo. Siamo sempre in prima linea e continuiamo ad elaborare nuovi progetti per rendere un servizio volto a dare fiducia e serenità alla comunità.

Ben sappiamo ciò che abbiamo vissuto in prima persona!

Commemorare i nostri Cari nella giornata del Ricordo è onorare il loro sacrificio.

Un dovere quello di continuare sulla strada dell’impegno civile intrapreso tanti anni fa. Impegno che svolgiamo con passione. Ne è testimonianza l’essere sempre chiamati a partecipare a convegni, tavole rotonde e conferenze in tutto il mondo.

Continueremo nel nostro cammino e il prossimo anno ci racconteremo dei nuovi frutti raccolti per Loro, i nostri cari, vittime incolpevoli, perché non accada più.

 

Ed ora terminiamo la giornata con la visita al nostro “Bosco dei faggi” dove respireremo quell’aria di pace e tranquillità che le fronde sempreverdi ci trasmettono. E ci sussurrano che la vita continua e ci confermano, con il vigore della loro crescita, in altezza e maestosità, che il tempo fortifica. Il loro vigore è la nostra fortificazione.

Grazie a tutti, a ciascuno, per essere presenti anche quest’anno. Vi giunga un grande abbraccio.

Quest’anno poi al Bosco, insieme al momento di raccoglimento, inaugureremo una targa posta vicino al monumento, nella quale è spiegato alle nuove generazioni, a chi si siede su una panchina a meditare o semplicemente a riposare sotto l’ombra dei nostri faggi il motivo per cui è stato creato questo luogo di silenzio e pace. Gli anni passano e i giovani che erano bambini o non erano ancora nati forse non conoscono bene la nostra storia. Illustrare e spiegare fa parte dei nostri doveri, come lo è portare sempre, ovunque le nostre testimonianze.